el Greco Cacciata mercantiEl Greco, Cacciata dei mercanti dal Tempio, olio su tela, Minneapolis Institute of Art, Minneapolis

 03 febbraio 2024 – III Quaresima (Anno B) - Commento al Vangelo domenicale a cura di Don Stefano Ecobi

La geografia della Quaresima ci conduce oggi nel cuore pulsante della metropoli: il tempio di Gerusalemme, che al tempo di Gesù era luogo di religione e di potere, dell’incontro con il sacro e degli scambi commerciali, crocevia di tutto ciò che vi è di umano, tra cui ovviamente (ma non esclusivamente) la ricerca di Dio. Proprio lì il Figlio, “padrone di casa” nel tempio del Padre, rivela un lato enigmatico e sorprendente del suo carattere, scacciando con gesti violenti quanti vendevano gli animali per i sacrifici e rovesciando i banchi dei cambiamonete. I Giudei presenti domandano un segno, perché capiscono che il gesto di Gesù ha un che di profetico: ricorda le movenze tipiche dei profeti, che necessitavano di qualche spiegazione, una chiave interpretativa per sciogliere l’enigma del loro comportamento. E necessitavano di qualche segno divino, come prova della loro attendibilità. Ma il segno che Gesù offre verrà solo dopo: la sua risurrezione, lo sappiamo, arriverà solamente dopo la Passione e la Croce. Insomma, il segno definitivo viene dato, ma soltanto al termine della sua vicenda terrena.

Gesù sembra non aver paura della nostra lentezza, della nostra fatica a comprendere. Nel tempio, a non aver capito non erano stati solo «i Giudei», ma anche i “suoi”: soltanto dopo la risurrezione i discepoli ricorderanno, capiranno e crederanno. Dio non teme la lentezza dei nostri riflessi, la durezza dei nostri cuori difficili da convincere: conoscendoci meglio di chiunque, egli accetta la legge della gradualità necessaria al nostro credere. Allo stesso tempo, ci invita ad eliminare i nostri compromessi con ciò che non ha a che fare con la «casa del Padre», la dimora in cui Dio abita in mezzo a noi, che è prima di tutto Gesù, Dio fatto uomo, e quindi ciascuno dei battezzati, il cui corpo è «tempio dello Spirito Santo» (1Cor 6,19), e ogni persona e ogni luogo che Dio desidera raggiungere per portare la salvezza.

«La gloria di Dio è l’uomo vivente», diceva Sant’Ireneo, e l’uomo che vive davvero è colui che è in relazione con Dio. Gesù è morto e risorto per trasformare ciascuno di noi, definitivamente, in dimora di Dio, figli del Padre come lui è il Figlio. Nel cammino quaresimale, torniamo ad abbracciare questo dono che con il battesimo ci è stato consegnato, superando giorno dopo giorno i compromessi con cui la logica antievangelica cerca di farci tendere al ribasso. E, forti della grazia dello Spirito che abita in noi, sosteniamoci a vicenda nella collaborazione al progetto di Dio, perché il mondo — a partire dalla nostra stessa persona — somigli sempre più alla casa che il Padre desidera per tutti.